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martedì 7 settembre 2010

Il sottile confine fra amicizia.. e amore

L'ho letta, per caso. E ho trovato fortemente impossibile, per me, non pubblicarla qui.


"Mi chiedevo quali sono i limiti di tolleranza alla fatica e all'esasperazione e all'inutilità che un'amicizia dovrebbe avere, prima di diventare una specie di vocazione missionaria o una storia d'amore unidirezionale equivocata e dissimulata tutto il tempo.
Mi chiedevo se il legame non visibile che c'era tra noi tre era una forza, o invece un limite fatale alle nostre vite individuali."
(da "Di noi tre" - A. De Carlo)

...magari prima o poi ne parliamo.. :P

mercoledì 25 agosto 2010

Ballando fuori tempo.


"C’era fra loro una continua inversione di polarità: Sonia si era innamorata di lui quando ancora moriva di tenerezza a guardarlo. E invece, quasi dieci anni dopo, era stato lui ad essere folgorato dalla sua esuberanza, proprio quando aveva perso la sua proverbiale faccia di bronzo. Era come se si inseguissero, senza mai incontrarsi veramente. Come se avessero iniziato un ballo, con le figure identiche, i passi ben programmati, ma ognuno di loro avesse fatto partire la base con qualche battuta di ritardo. Singolarmente nessuno sbagliava un passo, ma a guardarli da fuori sembravano disperatamente fuori fase. -Ti ho amato quando tu ancora non mi consideravi. Ho cercato per anni di cambiare, lontano da te, con il tuo ricordo e la tua faccia ruffiana come modello da seguire. Ho percorso la mia vita certa di non rivederti mai più, ho raddrizzato la schiena, ho conosciuto uomini, che ho poi lasciato in nome della mia indipendenza e della mia dignità. Ti ho trovato di nuovo, per caso, sulla mia strada. Ora che ti somiglio, ora che credo di somigliarti, tu non sai nemmeno chi sono.- Era lei che lo trascinava, lei che restituiva un coraggio che lui non aveva più da anni."

(da "Nel nome del padre" di Gianni Biondillo)

...Che sia davvero così? Che non basta essere psicologicamente preparati a sopportare una storia d'amore e certi di aver trovato la persona giusta... che bisogna anche averla trovata nei momenti giusti delle reciproche vite. Giusto per andare a tempo, e non suonare stonati. No, non può essere, non può essere sempre tutto una questione di tempo! Non anche l'amore! (Amore? Oddio! Che ho detto!!)

giovedì 18 febbraio 2010

Dopo l'ariete non resta più nulla.

In questi giorni, che io sono così palesemente inesistente, sento "tutti" attorno a me parlare di muri e delusioni d'ammore. E tutti che non sanno capire se un addio sarà per sempre, o solo un arrivederci alla prossima puntata. E che non sanno decidere se stare fermi ad aspettare una telefonata che non arriverà, imbottirsi di alcool fino a chiedere al corpo di vomitare fuori le tossine in eccesso o agire. Agire, anche quando farlo significa sbattere la testa contro un muro, così solido e così evidente, e senza un ariete a disposizione. Io, anche se non so come mi comporterei laddove fossi in quella situazione, consiglio sempre l'ultima strada. Agire. Buttarsi contro il muro, provare ogni strada e non lasciare nulla di intentato. Anche laddove questo significasse stare peggio poi. Ma consiglio di agire, ma anche di capire quando il limite naturale delle botte in testa diviene non più sopportabile. Quando è necessario realizzare che il muro da abbattere è troppo duro per la nostra testa. E a quel punto, rassegnati, è necessario cedere. E capire che questo cedere non è necessariamente una sconfitta. Resterà magari l'amaro in bocca, per un pò, non c'è verso. Ma con un pò di gargarismi prima di andare a nanna passa tutto. E anche le botte, in un modo o nell'altro, si rimargineranno. Arriva per tutti, il momento di dire BASTA.
..compreso il messaggio? ;-)

giovedì 4 febbraio 2010

Confido...

L'ultimo bicchiere e me ne andrò
che non se ne può più di tutte queste storie finte che
si vedono nei film, ma non ti danno mai qualcosa in più
di un freddo vuoto.


Già, un freddo vuoto è quello che mi è rimasto dopo avere visto l'ultimo film di Muccino. Distante anni luce da quel piccolo capolavoro che poteva essere "l'ultimo bacio". Un film angoscioso che disegna la nostra vita come il percorso cieco di piccole pedine impazzite accumunate dall'inevitabile paura di restare soli. Che un pò mi ci potrei pure rivedere, ma non certo per scelta. Per questo mi viene male a pensare che qualcuno, tornando a casa in auto, mi possa dire "Vabbè, che sarà mai.. alla fine così è la vita". Così è la vita? Io ancora spero di no. O almeno non sempre. Confido che un uomo non stia con una ragazza a caso solo perchè quella che ama ha deciso di iniziare la vita con un altro. Confido che questa stessa ragazza non accetti di passare il suo futuro con un uomo che è così evidente che non la vuole. Confido che quell'altra ragazza, invece, abbia la forza di scegliere fino in fondo cosa voglia dalla sua vita. O, meglio, chi voglia. E che quindi non viva in balia degli eventi ma prenda il coraggio di staccarsi da una storia che già l'ha fatta soffrire. Confido che un figlio abbandonato non debba per forza accettare il padre che ha scelto di stare lontano. Così come non credo abbia senso che una coppia che è così evidente che non ha un motivo valido per stare assieme, ci stia per forza. E questo motivo valido non può essere certo un figlio in arrivo, per di più nemmeno totalmente loro. E confido che il suicidio non sia mai una strada. E che per dimenticare una persona non basti una risata su un muretto. Confido di arrivare un giorno a credere all'amore. Confido nel riuscire a stare da solo, almeno qualche volta, almeno un pò. E confido di condividere un giorno la pienezza che posso trovare solo in me stesso con un'altra persona. Ma perchè con questa persona ci voglio stare, non perchè ho bisogno di una spalla su cui piangere o di un corpo caldo da stringere. Poi confido anche di trovare un lavoro, un senso alla mia vita e magari di risolvere almeno un quarto dei dubbi che accompagnano da sempre l'umanità. Forse confido in troppe cose. Ma al momento è così che mi va..

giovedì 14 gennaio 2010

Già.

... e dirti tutto di me ...
ma qualche volta c'è qualcosa che mi blocca

..come vorrei poter parlare senza preoccuparmi
senza quella strana sensazione..


come non vorrei cadere in quei discorsi
già sentiti mille volte




..E ROVINARE TUTTO.

sabato 17 ottobre 2009

I tre segreti dell'amore...

Le tre richieste dell’amore:

Tolleranza, pazienza e disponibilità a dare di sé abbastanza.

E’ tutta in quell’abbastanza la questione.

Pensare una cosa alla volta.

Prima di tutto il soggetto, e poi il resto, come viene.

(da "Non si muore tutte le mattine" di Vinicio Capossela)

mercoledì 14 ottobre 2009

L'anestesia dell'amore...

Ma adesso mi domando:
ho mai avuto un vero grande amore?
Qualcuno che fu oggetto della mia ossessione,
e non solo del mio affetto?
Francamente, credo di no. Ma so che in parte è stata anche colpa mia.
Ma era nella mia natura, credo. Non ho mai permesso a me stessa di essere così sconsiderata.
E l’amore non coniste proprio nel perdere la testa per qualcuno?
Te ne infischi di quel che pensa la gente. Non vedi i difetti dell’amato, la leggera tirchieria, il pelo di trascuratezza, il filo di grettezza. Non ti importa se è inferiore a te socialmente, culturalmente, finanziariamente e moralmente; perché questa è la cosa peggiore di tutte, penso, la mancanza di moralità.
Io ci ho sempre badato, sono stata prudente. […] Mi domandavo: quante possibilità ci siano che un matrimonio duri?
Ho conosciuto mai qualche donna che sia riuscita a non farsi schiacciare il cuore come una lattina riciclabile?
Da quanto ho visto io,
quando l’anestesia dell’amore svanisce, c’è sempre e solo il dolore delle conseguenze.
Non è necessario essere stupidi, per sposare l’uomo sbagliato.

(da "Perchè i pesci non affoghino" di Amy Tan)


Trovo che sia una visione LIMITATAMENTE femminile per i miei gusti,
ma l'ho postata giusto perchè concordo sull'idea di amore-ossessione
e perchè mi piace un sacco l'immagine della lattina riciclabile...

sabato 26 settembre 2009

Alla fine è sempre buio, finchè non accendi la luce...

Ma noi che ci abbandoniamo così, nei treni scuri, nelle strade scintillanti, che ci facciamo ingoiare dalla notte, che cosa speriamo? Che cosa alziamo e che cosa abbattiamo?
E tu perché non ti decidi a prenderla o lasciarla al suo dolore, di modo che segua la sua strada, se non è quella divisa con la tua? Questo succede a volere tutto!
La gente ride troppo, la gente non è buona.
[...]
“Mi hai insegnato a camminare contro i muri, ora non so andarci più in mezzo alla strada!”
La gente muore intorno a noi e noi ci sentiamo immortali.
Il segreto m’è entrato però nelle ossa, la paura ha scavato un fossato intorno, il mondo non basta.
La paura ammazza il topo!
Arrendersi a qualcosa, coltivare qualcosa, tenersi in tasca qualcosa che non ti faccia sentire perduto. Oppure mettersi in prigione, per avere la prospettiva di uscire.
La messa a fuoco, la distanza.
Nostalgia e fissazione.
Lealtà e la speranza.
Speranze che non si sfoderano mai chiare, e sono lunghe come il coltello del vigliacco, che mai si decide a tirarlo fuori davvero…
[...]
E allora non vi corro più dietro di sicuro. Ne ho già prese di storte. La voglio comoda o niente. Non he ho pià per inseguire nessuno. Vi vedo, è un attimo.. la vertigine di un momento.
Mi sento come su un dirupo… treno, stazione, vetri rotti, passi, sputi, cicca, corpi, plastiche, pornografia, maledetti, nervi e cazzotti sulla faccia, schiaffi, bestemmie e porchemadonne, cerchi strinati, vampate di gioventù, ustioni, e dunque ci risiamo ancora in mezzo al troiaio, a lasciare ancora, a prendere, a perdere, senza mai abituarsi.
Lasciarsi sempre, senza mai partire!
Bisognerebbe decidere di essere cattivi, una volta per tutte, una volta per tutti.
Per i musi. Le scarpe, i clacson, per il fastidio supremo.
Dunque merda alla cortesia. Merda ancora di più alla lingua,
e tanta più mmerda all’ammore!
L’amore, che fa sentire giovani, che fa ritornare giovani!
Si torna così giovani da pisciarsi addosso, farsela nel letto, addirittura, e dormirci dentro.
E poi, l’intervallo maledetto! Le pause e tutto quello che spinge gli uomini a mischiare salive e debolezze, desideri, invidie e gelosie, nell’anelito di qualcosa, qualcosa, un cric per arrivare ad affacciarsi alal finestra, tanto per languore, per incompletezza.
Contatto, oscenità, parole grossolane, moine, fandonie e balocchi.
Cosa mai avrà fatto di bene l’amore?
[...]
Basta essere buoni!
I buoni riempiono il sacco fino a che piegano il gobbone, e poi non possono più guardare avanti, ma a terra soltanto.
[...]
Com’è simile la parola amarezza alla parola amore!

Alla fine è sempre buio, finchè non accendi la luce.
(da "Non si muore tutte le mattine" di Vinicio Capossela)

lunedì 14 settembre 2009

Il figlio della cerva...

L'altra sera, si parlava con amici. Questi puntavano ad una ragazza particolarmente avvenente e ipotizzavano a modi alternativi per abbordarla. Sottolineavano che il vero segreto è essere diretti, rischiare tutto. Solo che nessuno di loro si è poi concretamente fatto avanti, lasciandosi sfumare questa (interessante?) occasione. Da lì è stato un attimo il passo verso i discorsi sull'amore, che non guastano mai.. Uno dei presenti ha sottolineato che non ha intenzione di avere storie serie finchè non finisce di studiare. Come se non fosse l'incontrare una persona che ti piace la scintilla per una storia, ma una decisione ragionata, meditata e digerita. Un rutto e via, chi arriva arriva... Ma, su tutto, quello che mi ha più colpito è stato il discorso dell'altro inguaribile romantico. Questi diceva che lui fa fatica a vedere possibile una storia seria, perchè "le ragazze giovani hanno altro per la testa..." e che l'unica cosa che richiederebbe in una ipotetica ragazza candidata ad essere la compagna della sua vita (..o di un periodo di essa, ridimensionerei io) è la fiducia. Si, si, certo, e qui siamo d'accordo tutti. Ma curioso era il modo in cui veniva delineato il suo concetto di fiducia. "Iniziare una storia è un IMPEGNO." - dice lui- "Alla fine tu devi sprecare tempo, sprecare soldi (???) e ... rischi persino di sprecare occasioni di conoscere qualcun'altra. Quindi se c'è una cosa che non potrei sopportare è di essere tradito..." Sorvolando anche sull'accento vagamente maschilista di questo pensiero, io già l'ho detto: io non la vedo così... non sono le corna a fermarmi... o almeno non necessariamente...

P.s.: mi diverto troppo a scegliere i titoli dei post.. passerei il tempo a fare solo quello... ;-)

giovedì 3 settembre 2009

Dicono che...

...la persona con cui decidi di stare
è un riflesso di come ti senti in quel momento.

giovedì 13 agosto 2009

...è quasi amore...

Non ho ancora ben capito se sono io a vederla in maniera diversa, rispetto alla massa, o se è la massa a differenziare il suo punto di vista dal mio.
Di che parlo?
Dell'origine delle storie d'amore...
Parlando con un'amica è uscito che lei ritiene che non si potrà mai iniziare (seriamente) una storia se non si parte convinti di volerla.
Tradotto? Che uno in pratica deve decide prima con che presupposti intende inizare una precisa conoscenza con un'altra persona...
..e io sta cosa la trovo decisamente folle.
Cioè io non posso decidere di volere una relazione più o meno lunga, una frequentazione aperta piuttosto che un'amicizia di letto, un incontro di sesso piuttosto che un semplice scambio di opinioni con una persona, se nemmeno l'ho mai realmente conosciuta...
Io sono per lasciare che le cose accadano da se..
nel senso che non posso partire con un obiettivo statico, giusto che in quel caso uno finisce per stare con qualcuno solo perché vuole UNA storia, e non perchè vuole una storia con quella precisa persona.
Io, al contrario, sarei per il conoscere una persona e se ci sto bene rivederla, e così via finchè la volontà di “ufficializzare” la cosa non arriva per conto suo.
L’amore deve essere una cosa naturale, non forzato.
Un setimento che fluisce, non qualcosa che segue un itinerario già scritto.
...un insieme di eccezioni, non certo di regole…
Certo, ora potremmo aprire la parentesi che io ancora non l’ho trovato questo amore… …ma al momento questo non basta a farmi cambiare prospettiva.

venerdì 7 agosto 2009

Più o meno come fa un piccione...

Perché il sesso è fondamentalmente, come ricorda appunto il suo nome, una competizione fra (i geni di) uomini e donne. E questa competizione spiega anche perché gli uomini siano naturalmente poligami, e le donne ossimoricamente monogame e adulterine. L’uomo ha infatti tutto l’interesse evolutivo ad avere il maggior numero di figli al minor costo possibile (e io qui abbasso incredibilmente la media). La donna, invece, ha i contrapposti interessi evolutivi a trovare da un lato un compagno stabile e affidabile che l’aiuti ad allavare la prole, e dall’altro un partener sessuale che sia il più possibile valido geneticamente (mii, se siete complicate…): e, come si sa, l’identikit del bravo marito non coincide mai con quello del bravo amante.
Come conferma uno studio riportato da Ridley, infatti, “in Europa Occidentale le femmine sposate scelgono di avere relazioni sessuali con maschi dominanti, più vecchi, più attraenti e sposati; più un maschio è attraente e meno sarà premuroso come padre e all’incirca un figlio su tre è frutto di un concepimento adulterino”. Lo studio, però, riguarda le rondini…ma prova quantomeno che tutti coloro che vorrebbero imporre una morale sessuale “secondo natura” non sanno assolutamente di cosa parlano…
(da “Il matematico impertinente” di Piergiorgio Odifreddi)

giovedì 23 luglio 2009

Il primo bacio...

“Non abbiamo tempo, è scaduto, ne stiamo scippando una prolunga.”
“Allora scambio la fine per l’inizio, il primo bacio per l’ultimo.”
“I baci non si contano, questo non era il bacio uno, forse il millesimo di quelli aspettati. Nessun bacio è il primo, sono tutti secondi. Il primo te l’ho dato dietro i vetri il giorno della scalata del balcone. Per me salivi un precipizio. Ti ho concesso allora la mia prima volta.”
(da "Il giorno prima della felicità" di Erri de Luca)

...sono questa le parole di Anna, una ragazzina che concede una notte d'amore (o di passione, puntualizzerebbe qualcuno) al ragazzino che aveva imparato ad amare da piccina.
Perchè in fondo, forse, è vero. Nessun bacio è mai realmente il primo.
Entrambi gli amanti (almeno di norma) hanno prima pregustato, sognato, aspettato, desiderato e immaginato il momento. Lo hanno vissuto da soli, prima di concretizzarlo con l'altra persona. Il bacio, se così fosse, è quasi un progetto comune, che le parti poi decidono e accettano di condividere. Quando è il momento e l'occasione giusta.
Perchè già prima che le labbra si sfiorino, per brevi istanti, giusto il secondo in cui ci si scambia lo sguardo giusto, il sorriso perfetto e il profumo dell'altro inizia ad inebrarti la mente, tu già stai baciando l'altro.
Magari non con la bocca, ma di sicuro con la mente.
Mah, sarà...
Solo che allora vale anche il contrario. Ossia che tante volte si baciano nella mente anche persone che poi non si avrà la fortuna di baciare per davvero. Per paura, per inconcomitanza di momenti, per una parola non detta, per una detta di troppo, o anche solo perchè "a senso unico".

A me, quantomeno, è capitato...

martedì 14 luglio 2009

Il teorema della perfetta imperfezione


Si parlava, sull’altro blog, del romanticismo latente delle donne. Della loro eterna ricerca del principe azzurro, e quindi di quanto le favole abbiano rovinato la loro vita. E si diceva che, sempre a causa del “e vissero tutti felici e contenti..” con cui le stesse finivano, intere generazioni di sesso femminile si sono ritrovate a ricercare l’uomo “maledetto” per rifuggire dalla noia che quel finale scontato prometteva loro. Qualcuno argomentava che in realtà questa (il puntare ai maledetti) sia soltanto una scelta necessaria, in quanto non esistono i principi azzurri. E una voce maschile, fuori dal coro, ha invece sostenuto la tesi che sia solo una questione di tempistiche. Che sia necessario essere “pirati” per rubare il cuore alle donne e poi “principi” per tenerle strette una volta che le si “possiedono”, termine inteso qui nell’accezione più romantica che le si può dare. Dice che “Il maledetto ha un fascino tutto suo, dovuto all'irrequietezza, alla libertà, alla malinconia, alla strafottenza di uomo vissuto che lo caratterizza, miste alla voglia di vivere intensamente ogni attimo della vita. Mentre il principe porta la principessa sul suo cavallo bianco, le fa sognare in luna di miele, le dà un castello, una vita agiata, tutto il suo amore.. insomma, la perfezione! Ma da quando in qua le donne cercano la perfezione??"
Bella domanda. Ma io ho una visione tutta mia, in proposito. Una visione che chiamerei “il teorema della perfetta imperfezione”. Credo che si, forse le donne (ma varrebbe pure per gli uomini) non ricerchino la perfezione, in quanto essa non può esistere. Ma che quantomeno siano portate a rivolgersi ad un’approssimazione della stessa. All’imperfezione che per loro ha più il retrogusto di perfezione. L’esatto insieme di difetti che più si adatti a lei. Una sorta di "imperfezione perfetta", appunto. Dopotutto, come ho ricordato altrove, sarebbe alquanto triste se davvero si finisse per scegliere un “principe di comodo" restando perdutamente con la mente al “pirata”. O la prima principessa su cui è inciampato il nostro destino (o il nostro destriero), per la pigrizia di non dover sopportare una ricerca più estenuante e meticolosa. Se così fosse, non avrebbe senso la parola “amore”. Se così fosse, ogni storia sarebbe una scelta di “second best”, un accontentarsi eterno di qualcosa perché non si può avere di più. Un compromesso.
E no, non posso accettarlo: se proprio devo credere nell’amore, che quantomeno abbia tutti i connotati romantici al posto giusto…

sabato 4 luglio 2009

O me la dai o me la prendo da sola...

...ho finito giusto ieri di leggere un libro altamente rilassante e inaspettatamente divertente. Almeno fino alla fine, quando mi è rovinato addosso in tutto il suo più evidente realismo malinconico, che mi ha costretto a rimescolare le carte delle mia vita e a mettere in dubbio tutte le mie certezze... no, non sono folle e non sto esagerando... vedete un pò voi...

…Ad ogni modo il vizio di controllargli costantemente i messaggi sul cellulare non l’ho perso di certo, visto che l’amore è tutto fuorchè fiducia nell’altro.
[...]
Riguardo all’amore, non credo più alla stronzata dell’ "arriva quando meno te lo aspetti”. Credo nell’organizzazione. Trovare un uomo è come cercare un lavoro: necessita di un impegno scrupoloso e costante.
[...]
In sostanza, la filosofia è quella che ho mututato da una mia amica lesbica che una volta, parlando dei suoi rimorchi ha detto:
“Quando punto una, vado da lei e le dico –O me la dai o me la prendo da sola- .”
[…]
Quindi la sola cosa che cerco di fare è non pensarci.
Per questo preferisco i film d’azione a quelli romantici. Non leggo Jane Austen ed evito le sorelle Bronte come la morte. Se proprio devo comprare un libro, scelgo un giallo della Cornwell. Al massimo, scopro l’assassino.
La chiosa più carina e confortante come sempre viene da mia madre:
In fondo, non c’è scritto mica da nessuna parte che uno debba per forza vivere in coppia.”
(Insy Loan - Alla fine di questo libro la mia vita si autodistruggerà)
..vi prego, ditemi che non funziona così...

sabato 27 giugno 2009

Non importa quanto in alto si vola...

C'è chi dice che non basta la persona giusta, la situazione giusta, la predisposizione giusta. Molte volte a fare la differenza è il momento. Ci sono momenti della nostra vita in cui non siamo ancora pronti, non siamo all'altezza, non abbiamo ancora accumulato e immagazzinato abbastanza pensieri, desideri e sensazioni. In cui qualsiasi cosa nuova ancora ci fa paura. Poi, ti svegli una mattina, e scopri che il momento giusto è arrivato. A quel punto non è più importante la situazione, la persona, la predisposizione. A quel punto sei pronto per aprire le ali e iniziare a volare. E non importa se correrai il rischio di arrivare troppo vicino al sole, bruciandoti le ali e ricadendo precipitosamente verso la solita vita da cui avevi cercato di fuggire, come il più sfigato degli Icari. Importa che un passo lo hai fatto. Importa che almeno ci hai tentato, e le prossime volte non potrà che andare meglio. Importa che ora hai almeno un pò più di fiducia in te. Importa che la congiunzione giusta, quella che ti porterà a far si che non sia solo il momento giusto, ma che anche tutti gli altri ingredienti della felicità si combinino alla perfezione fra loro, arriverà anche per te. Importa che, anche se solo per un secondo, hai volato...

mercoledì 10 giugno 2009

Essere giovani è un delitto, per l'amore...

"No... fidati... ti dico che succede..."
"Ok. Ne riparliamo fra qualche anno, BIANCANEVE"



Così più o meno si è concluso il rapido scambio di idee fra me e una psuedo-amica in msn, dopo che mi ha chiesto spiegazioni del perchè ho cambiato il mio status in "I giovani, non sono fatti per amare...". Le spiegavo che è una riflessione che mi ha portato a fare il libro che sto leggendo. Sono arrivato ad un punto in cui uno dei due amanti si ferma, malinconico, dicendo che è brutto innamorarsi da giovani. Perchè per quanto ci si illuda, per quanto ci si prometta amore ETERNO, si sa perfettamente che non si può avere la certezza di amarsi per davvero "per tutta la vita". E che allora sarebbe più giusto amarsi da vecchi, quando quella promessa è sicuramente più facile da mantenere...


"Amare contiene il concetto di morte: sai che deve finire.
Come la vita.
Ma allora, perchè preoccuparsene?"

martedì 9 giugno 2009

Lacrime sgorgano copiose...

Una mattina, nel risvegliarsi male, al seguito di una notte d’insofferenza, Eugenio andò ad aprire gli scuri, e nella luce di quell’estate che moriva insudiciandosi in tristi colori d’autunno, presagi di durevoli malinconie, rivide tutte le sciocchezze nelle quali s’era svilito durante la stagione. Si ricordò che a Napoli si definsice stagione soltanto l’estate, quasi a voler dire che è l’unica degna di tale nomenclatura. L’aveva perduta, la sua stagione. Inutilmente. Una stagione della sua vita. Ne provò un’acerba vergogna, ne rimase offeso. Possibile attingere alla stupidità come a una conquista?
Si serrò a chiave nella propria stanza per non essre disturbato da quegli inutili esseri ch’erano la sua famiglia acquisita, acquisizione senza il suo consenso, e corse a prendere lo scrigno che aveva nascosto da qualche parte, sempre vicino a se’, nella propria stanza. Strignedosi tra le braccia, lo poggiò con cautela sul letto e, sdraiandosi accanto, mettendo sotto il fiato, stette, a respiro mozzo. Schiuse timidamente il coperchio, e ritrovò, là, dove l’aveva conservato, il suo cuore - distrutto, a pezzi. Quasi non batteva più. Lo raccolse con le mani che gli tremavano, e in precipitosa fuga, con l’ambulanza che fu un unico grido dalla campagna a Napoli, lo portò a Lilandt perché lo risanasse.
Non c’è niente di più crudele di una favola”, raccontò Eugenio a Lilandt. E io sono dentro ad una favola, rapito da quella più crudele perché tanto facile, inventata da bambini buoni. Amarissima per me. Io non sono né buono né bambino, tu lo sai, sono uno che non sa chi sia, ma se ha una possibilità di identificarsi, è nell’amore che porta a te, e solo a te. Non ho bisogno del tuo futuro, ora non ne ho più bisogno”, volle precisare, tu sei il mio presente, e voglio viverlo. Con te.
(da "La morte della bellezza" di Giuseppe Patroni Giffi")

domenica 12 aprile 2009

Si dice che...

Le donne amano molto intensamente,
ma poche volte nella vita.
Gli uomini amano poco, ma spesso.

..so che non è da me, ma stavolta mi adeguo a questo detto.

sabato 4 aprile 2009

Cerco la mente che mi completi...

Un giorno qualcuno mi disse che le scarpe fanno la personalità di ciascuno. Mi sono sempre chiesto se intendesse la scarpa nuova, o quella vissuta. Quella con il profumo che inebria, o quella che ti insulterebbe per averla trattata così male. […] Ah, sono Lucrezia, e capito qui per caso. A dire il vero sono pure nata per caso. Credo che tutto ciò che succeda per caso abbia sapori diversi.”
Così inizia un articolo di un vecchio giornale che mi è capitato di leggere solo ieri. E’ la storia (vera) di questa ragazza, Lucrezia, che dopo una laurea e un viaggio in Autralia, torna in Italia per affrontare quello che sarebbe stato il suo futuro. Da lì inizia un andiorivieni per occupazioni di diverso tipo, senza darsi per vinta. “A unirle un unico collante: la chiamano tenacia. O bocca di rosa…”. E così ha scelto una strada alternativa: “Dentro di me sapevo benissimo che non potevo permettermi, dopo certi studi, di andare con orgoglio a fare la cameriera a Spizzico. Chiaro, qualsiasi lavoro è dignitoso. Ma le cose si fanno seriamente, o non si fanno”. E così, è diventata…una puttana. (Si, ma chic) “Ok. Faccio incontri. Incontro da due anni uomini che cercano sesso occasionale. Cerco uomini che mi rispettino. Uomini distinti che mi capiscano. Che mi trattino da donna, prima. Da troia, poi. Scusate, non sono ancora pronto a leggere ste cose. Che poi continua in questa sua accorata convinzione: “Uomini che siano disposti a confrontarsi con un cervello pensante. Che siano generosi. Che mi permettano di vivere senza sopravvivere”. Facendole regali. Vi giuro, lo scrive lei stessa. Cerca uomini “interessanti” che la aiutino a pagare l’affitto. Romantico. Soprattutto perché lei stessa sottolinea che è comunque lei a scegliere e che non si con lei non si consumano meri incontri di sesso, ma incontri di “menti”. Perché prima di fare sesso è necessario conoscersi... Non so, magari giusto con una cena pagata da lui, sbaglio? E via ancora con il fatto che molti degli uomini sono pure sposati perché “Le papille gustative di tutti, di tanto in tanto, chiedono altri sapori”. E che quindi sono le mogli che fingono. E giò, ma come, per quale stupida ragione un qualunque marito non dovrebbe tradire?! “Credo che una persona sia fatta di pulsioni e carne e che il tradimento fisico sia una cosa del tutto normale. Laddove c’è pulsione, c’è vita.”. Ah già… il tradimento fisico… giacchè nel senso comune quello non è grave, finchè non sia anche mentale. Ma lei non cercava incontri di menti? Mmm.. mi è di nuovo sfuggito qualcosa….
Ma il punto che ha dato un senso a tutto l’articolo è ovviamente la fine, in cui si “giustifica” il perché di questa sua scelta. Lei incontra uomini semplicemente perché “non ho ancora trovato la persona con cui condividere complicità e interessi”. E, “nel vuoto devastante e intuibile che ne deriva, aspetto arrivi lui. Non smetterò mai di credere che un giorno possa trovare il cervello che sto cercando. La mente che mi completi.” Fighissimo, giacchè è un po’ quello che cerco anch’io… Magari a lei andrà meglio, chi lo sa. Ma magari un buon inizio per lei sarebbe di cercarlo un po’ più su… questo cervello. Quello che domina il pensiero maschile dall’interno di un paio di mutande mi sa che ha giusto un altro nome…